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Tassa Unionale sui pacchi di piccolo valore: in vigore dal 1° luglio

9 Giugno 2026 in Notizie Fiscali

Dal 1° luglio parte il dazio UE di 3 euro per gli acquisti online che subirà una trasformazione radicale.

Viene soppressa la franchigia doganale per le spedizioni di valore intrinseco non superiore a 150 euro e viene introdotto dall’Unione europea un dazio doganale temporaneo di tre euro per articolo.

Dazio UE di 3 euro sui pacchi: le regole dal 1° luglio

Dal 1° luglio prossino e fino al 1° luglio 2028, in attesa della piena operatività dell’Eu Customs Data Hub parte il dazio di tre euro sui pacchi.

L'8 giugno è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento 2026/1200, «Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1200 della Commissione, del 5 giugno 2026, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 per quanto riguarda le regole sull’attuazione del dazio doganale temporaneo di tre euro sulle vendite a distanza di beni importati in una spedizione con un valore intrinseco non superiore a 150 euro»  avvia l'operatività del dazio che si affianca al contributo italiano da due euro al momento "sospeso" dal Decreto fiscale. 

Ricordiamo che sulle spedizioni, l'Italia nella Legge di Bilancio 2026 ha previsto la prossima introduzione di un contributo di 2 euro e in proposito leggi: Acquisti online: slitta al 15.03 la tassa di 2 euro sui pacchi extra-UE

Il regolamento di esecuzione (UE) 2026/1200 modifica le regole del precedente regolamento esecutivo del Cdu (2447/2015).

Sul dazio da 3 euro la Commissione europea ha pubblicato delle Linee guida che chiariscono che questa tariffa si applica a tutte le vendite a distanza di merci importate da paesi terzi verso consumatori finali nell’Ue. 

È importante sottolineare che questo dazio è considerato un diritto doganale a tutti gli effetti ed è pertanto soggetto a Iva.

Lato consumatore si dovrà valutare la modalità di dichiarazione doganale adottata visto che il dazio si applica generalmente per ogni riga di dichiarazione, in proposito le Linee guida riportano un esempio per favorire la comprensione del meccanismo. 

Nel caso di una spedizione dal valore di 140 euro contenente tre capi d’abbigliamento se la merce viene dichiarata tramite il tracciato H7 previsto per spedizioni sotto i 150 euro, i beni vengono raggruppati sotto un unico codice HS a 6 cifre e si pagherà un solo dazio di tre euro per l’intera riga descrittiva. Questo tracciato viene utilizzato normalmente dalle piattaforme di commercio elettronico

Se invece si utilizza il tracciato ordinario H1 è necessaria la classificazione Taric a dieci cifre. Se i tre articoli ricadono sotto codici Taric differenti o hanno origini diverse, la dichiarazione presenterà tre righe, comportando un esborso totale di nove euro di dazi, ossia tre euro per ogni riga, più Iva.

Attenzione al fatto che questo tracciato è utilizzato di solito dagli operatori ordinari.

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