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Imprese culturali e creative: nuove attività ammesse

17 Marzo 2026 in Normativa

Con il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 6 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 marzo 2026, vengono introdotte importanti integrazioni alle attività economiche ammesse per l’iscrizione nella sezione speciale dedicata alle imprese culturali e creative.

Il provvedimento interviene direttamente sull’allegato del precedente decreto del 10 luglio 2025, aggiornando l’elenco dei codici ATECO rilevanti e chiarendo alcuni aspetti applicativi fondamentali per imprese, professionisti e operatori del settore.

Il quadro normativo: cosa sono le imprese culturali e creative

La disciplina delle imprese culturali e creative nasce con la Legge n. 206/2023 (Made in Italy), che ha introdotto:

  • la qualifica di “impresa culturale e creativa”;
  • una sezione speciale del Registro delle imprese;
  • specifici requisiti e modalità di iscrizione.

Il decreto del 10 luglio 2025 ha dato attuazione operativa alla misura, stabilendo:

  • le modalità di iscrizione;
  • i controlli sui requisiti;
  • l’elenco delle attività ammesse (tramite codici ATECO).

Il nuovo decreto del 6 marzo 2026 interviene proprio su questo ultimo punto, aggiornando l’allegato con l’elenco delle attività.

Le novità del decreto 6 marzo 2026: integrazione delle attività ammesse

Il cuore del provvedimento è rappresentato dall’articolo 1, che dispone la sostituzione integrale dell’allegato al decreto 10 luglio 2025 con un nuovo elenco aggiornato.

La modifica nasce da esigenze concrete del settore, in particolare:

  • segnalazioni delle associazioni di categoria (in primis ANICA);
  • necessità di includere attività non espressamente previste;
  • allineamento con l’evoluzione dei codici ATECO 2025.

Tra le principali criticità risolte:

  • l’assenza di alcune attività dell’industria audiovisiva, come il doppiaggio
  • lacune nella classificazione di attività creative emergenti.

Il nuovo allegato (molto ampio) include un elenco dettagliato di attività suddivise per ambiti.

Architettura e ingegneria
Sono confermate:

  • studi di architettura;
  • studi di ingegneria;
  • progettazione integrata.

Attività generalmente non artigiane.

Arti visive
Comprendono:

  • commercio di opere d’arte (gallerie);
  • creazione artistica;
  • gestione di spazi espositivi.

Anche qui prevale la natura non artigiana.

Artigianato artistico (area centrale del decreto)
È uno dei comparti più rilevanti, con numerose attività ammesse:

  • lavorazione vetro artistico;
  • ceramica ornamentale;
  • lavorazione marmo e mosaico;
  • gioielleria e oreficeria;
  • corniciai;
  • produzione di oggetti in metallo;
  • riparazioni artistiche (mobili, orologi, gioielli).

In questo ambito è espressamente indicata la verifica dell’attività artigiana (SI) per molte voci.

Audiovisivo (area ampliata)
Qui si concentrano le principali novità:

  • produzione cinematografica e televisiva;
  • post-produzione;
  • distribuzione e proiezione;
  • registrazioni sonore;
  • attività performative (recitazione, regia).

L’integrazione risponde alle richieste del settore audiovisivo e include ora attività prima non esplicitate.

Design e grafica
Rientrano:

  • design industriale;
  • grafica e comunicazione visiva;
  • progettazione tecnica.

Editoria e informazione
Tra le attività incluse:

  • edizione di libri, giornali e riviste;
  • commercio al dettaglio di prodotti editoriali;
  • attività giornalistiche indipendenti.

Fotografia, letteratura e moda
Ulteriori ambiti rilevanti:

  • fotografia professionale;
  • creazione letteraria;
  • attività del settore moda (in particolare artigianato tessile e sartoriale).

Allegati:

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