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Ecobonus 2026, nuove guide ENEA: lavori ammessi, aliquote e documenti da conservare

5 Ottobre 2026 in Notizie Fiscali

Enea aggiorna le istruzioni per i bonus edilizi. Dalla sostituzione degli infissi alle pompe di calore, dal cappotto termico alla building automation: ecco quali interventi restano agevolabili, le aliquote previste per il 2026 e il 2027 e gli adempimenti richiesti.

L’aggiornamento ENEA non introduce da solo nuove agevolazioni fiscali, ma offre una mappa operativa aggiornata dell’Ecobonus, particolarmente utile in vista del passaggio alle aliquote più basse previsto dal 2027.

Per conoscere la misura effettiva della detrazione resta comunque necessario verificare la normativa fiscale vigente al momento in cui viene sostenuta la spesa.

Scarica qui la guida Bonus Facciate 2026.

Ecobonus 2026, nuove guide ENEA

ENEA ha aggiornato a settembre 2026 i Vademecum dedicati all’Ecobonus, mettendo a disposizione una nuova raccolta di schede operative sugli interventi di efficientamento energetico degli edifici.

L’aggiornamento, pubblicato il 23 settembre, riguarda 13 categorie di interventi: 

  • riqualificazione globale degli edifici, Bonus facciate, parti comuni condominiali, coibentazione delle strutture, serramenti e infissi, schermature solari, collettori solari, generatori a biomassa, caldaie e generatori ad aria a condensazione, pompe di calore, sistemi ibridi, microcogeneratori e building automation. 

Le nuove schede sono particolarmente utili perché riepilogano, per ciascun intervento, beneficiari, edifici ammessi, requisiti tecnici, spese detraibili e documentazione necessaria

Ecobonus 2026: quali sono le aliquote

Il primo dato da tenere presente riguarda le percentuali di detrazione.

Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026, l’Ecobonus spetta ordinariamente nella misura del 36%, che sale al 50% per gli interventi sull’abitazione principale, quando ricorrono le condizioni previste dalla legge.

Dal 1° gennaio 2027, salvo modifiche normative, le aliquote scenderanno rispettivamente al:

  • 30% per gli immobili diversi dall’abitazione principale;
  • 36% per l’abitazione principale.

La disciplina è confermata anche dall’Agenzia delle Entrate, che ricorda inoltre l’esclusione dall’agevolazione, già dal 2025, delle spese per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. 

Le ipotesi di un nuovo innalzamento delle aliquote, richiamate nel dibattito sulla prossima legge di Bilancio, non fanno invece parte della disciplina attualmente vigente e dovranno quindi essere verificate alla luce dei futuri interventi legislativi

Quali lavori rientrano nell’Ecobonus

Uno degli aspetti più utili dell’aggiornamento ENEA è la ricognizione degli interventi che possono ancora accedere alla detrazione.

Tra questi rientrano, in particolare:

  • sostituzione di serramenti e infissi;
  • installazione di schermature solari;
  • isolamento delle strutture opache, compreso il cappotto termico;
  • interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali;
  • installazione di collettori solari termici;
  • sostituzione degli impianti con pompe di calore;
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • sistemi ibridi;
  • microcogeneratori;
  • generatori a biomassa;
  • sistemi di building automation;
  • interventi di riqualificazione energetica globale dell’edificio. 

Cappotto e facciate: cosa chiarisce ENEA

Il Vademecum aggiornato dedicato al Bonus facciate ricorda, ad esempio, che per gli interventi sulle strutture verticali l’obbligo di comunicazione all’ENEA scatta quando i lavori sono influenti dal punto di vista termico oppure interessano il rifacimento dell’intonaco per oltre il 10% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.  

La stessa guida puntualizza però che il Bonus facciate non è più agevolabile per le spese sostenute dal 1° gennaio 2023: l’aggiornamento conserva quindi soprattutto una funzione operativa e documentale per gli interventi riferiti alle annualità in cui l’agevolazione era vigente.     

Comunicazione ENEA: termine di 90 giorni

Un altro punto centrale riguarda gli adempimenti.

La scheda descrittiva dell’intervento deve essere trasmessa all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo, utilizzando esclusivamente il portale Bonus fiscali ENEA e la sezione Ecobonus relativa all’anno di conclusione dell’intervento.

La scheda deve essere predisposta da un tecnico abilitato nei casi previsti.     BONUS-FACCIAT.2026

Tra i documenti da conservare rientrano, inoltre, la scheda con codice CPID, le asseverazioni tecniche, il computo metrico nei casi richiesti, l’APE, le schede tecniche dei materiali, fatture e ricevute dei bonifici parlanti. 

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